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L’obelisco di Monte Citorio

da Itinerario istruttivo di Roma antica e moderna – Mariano Vasi – 1816

L’OBELISCO SOLARE D’AUGUSTO

Nell’istesso luogo, in cui ora si ammira questo superbo Obelisco, era prima situato il piedistallo della Colonna d’Antonino Pio, fattovi innalzare da Benedetto XIV.

Esso poi, nel 1789, fu trasportato nel giardino Vaticano per ordine di Pio IV, il quale, colla direzione di Giovanni Antinori, fece innalzare questo magnifico Obelisco di granito rosso, con suoi geroglifici, alto palmi 98, senza il piedistallo, ch’è del medesimo granito, alto palmi 19, su cui si legge la dedica d’Augusto al Sole; e perciò à preso il nome d’Obelisco Solare. Posa detto piedistallo sopra un doppio zoccolo di marmo bianco, alto palmi 13 e mezzo: sicchè da terra è alto in tutto, palmi 130 e mezzo, senza il globo di bronzo, che è nella sua sommità. Fu esso nella sua origine eretto in Eliopoli da Sesostri, Re d’Egitto, donde fu trasportato in Roma dall’Imperatore Augusto, che lo innalzò nel Campo Marzio, facendolo servire di gnomone alla meridiana, segnata in un quadrante di bronzo, incastrato in terra sopra lastroni di marmo, alcuni pezzi de’ quali furono ritrovati nel rifare le fondamenta della Sagrestia di S. Lorenzo in Lucina, essendo stato verso quella parte anticamente collocato. Dal detto luogo fu fatto disotterrare da Benedetto XIV, nell’anno 1748; ma siccome si trovò rotto in cinque pezzi, però fu messo in abbandono.

Il principale edificio che decora questa piazza è il Palazzo di Monte Citorio.


da Guida metodica di Roma e suoi contorni – Giuseppe Melchiorri – 1834

OBELISCO DI MONTE CITORIO.

Misura pal . 94 e mezzo – piedi 67. 6. 4 – metri 21. 936, senza il piedistallo: da terra sino alla sommità della palla pal. 117. Errò Plinio allorchè asserì, che l’ obelisco innalzato da Augusto ad uso di gnomone nel campo Marzio fosse opera di Sesostri. Nelle iscrizioni geroglifiche che vi sono rimaste si legge distintamente il nome e prenome di Psameti co I. re della XVI dinastia, che lo eresse in Eliopli. Augusto lo trasporto in Roma dall’ Egitto e gli piacque di collocarlo a fare l’ufficio di gnomone nella gran meridiana da esso tracciata nel campo Marzio. Vi si legge infatti sul piedistallo restaurata l’iscrizione della dedica al Sole consimile a quella dell’ obelisco del Popolo. Plinio ci assicura che per soli 30 anni corrispose questo al suo uffi aio. – Sotto Giulio II fu trovato giacente presso i frammenti della meridiana suddetta nel luogo ora dello largo dell’Impresa, e Sisto V. vedendolo così malconcio in 6 pezzi, depose l’idea d’innalzarlo. Benedetto XIV, lo fece però estrarre dalla terra da Niccolò Zabaglia capo dei manuali mecanici di S. Pietro, e depositatolo nel 1748 nella corte d’un palazzo detto della vignaccia vi colloco un iscrizione che anche in oggi vi si legge. In fine Pio VI nel 1789, lo volle eriggere sulla piazza di monte Citorio e l’architetto Gio. Antinori v impiegò nel restauro e nel piedistallo il granito della colonna Antonina, che era stata trovata presso la casa dei PP. Missionari.

Sulla sommità vi fu eretta una palla di bronzo con cuspide, traforata nel mezzo onde dar passaggio ai raggi del sole nel mezzogiorno. – Nel luogo dove in oggi l’obelisco su un tempo eretta già la famosa base della colonna Antonina, che abbiamo osservata nel giardino pontificio al vaticano.


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