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Terme di Diocleziano

da Guida metodica di Roma e suoi contorni – Giuseppe Melchiorri – 1834

Frà gli edifoi dell’ epoca imperiale, questo è quello di cui ci rimangano maggiori vestigie. Immensa era l’estenzione di queste terme, ed erano del pari sonļuose e magnifiche. Esse furono erette dagli Imperatori Diocleziano e Massimiano ed avevano 1.200 passi di circuito cioè più esattamente 1069 piedi di lunghezza, altrettanto di larghezza, e 4276 di circuito. Erano di forma quadrata, e vuolsi che costassero la fatica di sette anni a 40.000 operai, la maggior parte Cristiani. Avevano attorno un recinto edificato ad uso non solo di precinzione ma eziandio di commodo, ed a vari usi, e nel centro eranvi gli edifici grandi tutti nobilissimi. Può considerarsi la vastità di queste terme riflettendo che la chiesa di S. Bernardo era uno dei calidari o sferisteri angolari, di cui il compagno si osserva incontro la gran porta della Villa Negroni oggi Massimo sul principio della Via Strozzi.

Giungeva quindi il recinto sino alla Via del Maccao, e per quella andava alla Via di Porta Pia, per di là, tornare alla Piazza di Termini. Frà i due calidari suddetti eravi una grande essedra o emiciclo guernito di scalinata dalla quale probabilmente potevansi osservare i giuochi ginnastici, che si facevano nel piazza interna.

Il corpo principale dell’edificio scorgesi nella chiesa di S. Maria degl’Angioli, nel vicino monistero dei PP. Certosini, e nelle fabbriche della Camera, che furono un tempo ad uso di granai, ora sono convertiti ad uso della Pia Casa d’Industria. L’ingresso della chiesa suddetta era quello del palazzo delle terme, il primo corpo rotondo serviva di vestibolo alla grande pinacoteca o sala magnifica adorna di colonne di granito cienite di straordinaria mole, la quale fu cosi ridotta ad uso di chiesa dal Buonaroti, e quindi risarcita dall’architetto Vanvitelli. Nel parlare della chiesa vedemmo come anticamente il suo piano fosse più basso. In queste terme oltre il commodo del bagno per sopra 3,200 persone eranvi i luoghi addetti allo studio, poichè come vedemmo Probo vi trasportò la biblioteca che era annessa alla basilica Ulpia. Eranvi i natatoii ed i locali destinati alle varie scuole di ginnastica, all’armeggiare , alla musica ed all’equitazione, oltre una quantilà di portici, e sale magnifiche. Da una iscrizione antica che ora più non esiste , ma che i scrittori ebbero cura di registrare, si apprende che la dedica di queste Terme fu fatta da Costanzo dello Cloro, e da Massimiano Galerio Cesari, che Diocleziano aveva associati all’impero, e ciò sarà avvenuto mentre egli era occupato nelle moltiplici guerre che in quel tempo laceravano dovunque il Romano impero, e ne preparavano la caduta. Prima di andare più oltre, ed internarsi ad uopo considerare brevemente gli avanzi di quei monumenti dell’epoca imperiale, incerti d’autore, di destinazione o di tempo.

da Nuova descrizione di Roma antica, e moderna – Giovanni Monti Riosecco – 1775

La piazza fu detta di Termini dalle terme Diocleziane che ivi in parte si veggono, fabrica di stupenda magnificenza. Furono edificate dall’Imperadore Massimiano in sette anni, e furono da esso lui chiamate Diocleziane in onore di Diocleziano suo compagno nell’Imperio.

La superba galleria di queste terme, ornata di maravigliose colonne, fu convertita in divota Chiesa, che oggi chiamasi la Madonna degli Angeli; ed è offiziata da’ Monaci Certosini concedutagli da Pio IV, e fu ristorata, e ridotta in forma di Croce Greca da Michel Angelo Buonaroti.


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