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Tempio di Venere e Roma

da Guida metodica di Roma e suoi contorni – Giuseppe Melchiorri – 1834

L’Imperatore Adriano a dimostrare il suo genio per le arti, e le sue cognizioni architettoniche, volle edificare un tempio di suo disegno e fu questo di Venere e Roma, che egli fece costruire sosto la sua medesima fra’ l’arco di Tito ed il Colosseo. Era questo tempio fabbricato sopra una platea interamente sollevata da sostruzioni. Questa all’intorno era circondata da un sacro recinto chiuso da muro nei lati più estesi, ed aperto con portico nei lati più brevi, ai quali si saliva col mezzo di scale situate agli angoli dalla parte del Colosseo, e per una grande scala dalla parte del Foro: le moderne escavazioni hanno permesso di prendere una giusta idea delle sue forme. Il tempio sorgeva nel centro della platea, con un portico all’ interno della cella, e doppio nelle facciate, poichè ne aveva due, una dalla parte del foro, e l’altra che guardava l’anfiteatro: Ognuna di queste dava l’accesso ad una cella di una delle due divinità. La doppia fronte del tempio era ornata di bassorilievi analoghi al culto delle deità interne. Il portico rettangolare attorno alla platea aveva 194 palmi di larghezza, e 234 di lunghezza, ed era sostenuto da 38 colonne per lato. Nel tempio poi se me contavano 10 per ogni fronte, e sei più internamente, e 36 nei lati. Nell’ interno di ambedue le celle erano 6 colonne di porfido che dai frammenti ivi rinvenuti si conosce che avevano sopra due palmi di diametro. Le absidi erano adorne di marmi finissimi, e la volta a cassettoni era dorata. Tutto l’edificio era ricoperta di grandi lastre o tegole di bronzo le quali col consenso dell’Imp. Eraclio furono tolte da Papa Onorio I, onde cuoprirne la Basilica Vaticana.

Gli avvanzi di colonne di granito bigio che vedonsi all’intorno appartenevano senza dubbio al portico del recinto. Il tempio poi sappiamo , che venne quasi interamente ricostruito ai tempi di Massenzio, come si può conoscere da alcune costruzioni inferiori alle primitive.

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