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Palazzo Doria-Pamphili

da Itinerario istruttivo di Roma antica e moderna – Mariano Vasi – 1816

PALAZZO DORIA

Esso consiste in tre corpi di fabbrica, i quali uniti insieme formano uno de’ piú grandi e magnifici palazzi di Roma. Quello, che corrisponde sulla piazza del Collegio Romano, ch’è il più bene architettato, fu eretto col disegno del cav. Borromini, da D. Camillo Pamfilj, il quale poco dopo fece fare al Valvasori l’altro, che riguarda la strada del Corso. Finalmente quello corrispondente sulla piazza di Venezia, fu fatto edificare dall’ultimo Principe della Casa Pamfilj, col disegno di Paolo Amalj. In morte poi del suddetto Principe, eredito questo sontuoso edificio l’Eccellentissima Casa Doria.

La decorazione interna di questo palazzo corrisponde all’esterna magnificenza. E’ degno d’osservazione il portico, ch’è avanti la grande scala, a motivo della difficoltosa struttura della sua volta piana, sostenuta da otto colonne di granito Orientale. La scala, che segue, è spaziosa, e bella; e gli appartamenti, a’ quali essa con duce, sono bene distribuiti, e riccamente ornati di preziosi arredi, e d’una stupenda raccolta di quadri de’ più celebri Autori, accresciuta anche dall’odierno Principe Doria. Per non estendermi più di quello, che conviene in una compendiosa descrizione, mi ristringerò ad accennare i più singolari.

La prima stanza è ornata di bei paesi a guazzo di Gasparo Pussino, e della sua scuola, eccettuati alcuni, che sono di Ciccio Napolitano, e di Mr. Rosa. La seconda stanza è tutta ripiena di quadri a olio , del medesimo Pussino, chiamata perciò la gran sala del Pussino. Questi sono della sua più eccellente maniera, fra’ quali è da notarsi, come il più bello, ii ponte Lucano, nella strada di Tivoli. Vi è in questa medesima sala, situato in alto, un bel quadro di Benedetto Castiglione, rappresentante una Turca a cavallo. Nella terza stanza, oltre l’altro quadro del Castiglione, che è il compagno del suddetto , s’ ammira un S. Eustachio, d’Alberto Duro; una Madonna, di Giovan Bellino, e diversi quadri del Pussino, di Mc. Both, e d’altri.

La quarta, è ricca di molti eccellenti quadri, fra’ quali sono da osservarsi con maggior attenzione, l’Endimione, del Guercino; il ritratto di Macchiavello, del Bronzino; Caino ed Abele, di Salvator Rosa; due stupendi ritratti di Bartolo, e Baldo, celebri Giureconsulti, di Raffaello; la Pietà , d’Annibal Caracci ; un bel paese, del Domenichino; alcuni bei ritratti di Tiziano, di Vandyck; un quadretto rappresentante una Teride, di Pierin del Vaga. Fra i quadri che adornano la quinta stanza, se ne distinguono due del Bassano, uno del cav . Calabrese, due piccoli d’Andrea Mantegna, ed alcuni bellissiini ritratti d’ Olbens, di Vandyck, ed uno di Giorgione. Dopo si passa nella cappella, nel cui ingresso si vede una doppia scala di singolare, e stravagante architettura: sopra l’Altare evvi un bellissimo qua dro d’Annibal Caracci, rappresentante un Cristo morto, posato sopra la Madonna. Nella sesta stanza vi è di più bello, una Galatea, del Lanfranco; un Icaro, e Dedalo, dell’Albano; un Giove, e Giunone, di Guido Cagnacci; la Carità Romana, di Mr. Valentino; due quadri del Bassano, ed un S. Girolamo, del Palma.

Segue immediatamente la gaileria, nel primo braccio della quale s’ammirano a sinistra moltissimi quadri d’eccellenti Pittori, fra’ quali sono di maggior rilievo, un gran quadro di Benvenuto Garofolo; una Madonna di Sassoferrato; sei superbe lunette, d’Annibal Caracci; due quadretti del medesimo Autore , rappresentanti due figure di S. Francesco; una Madalena, del Tiziano; la morte di Tancredi , del Guercino; Adone, e Venere, di Paolo Veronese; un ritratto di Rubens, rappresentante il suo Confessore; e di versi paesi di Breugel, fra’ quali è da osservarsi attentamente la Creazione degli animali, per l’estrema diligenza, e magistral finitezza. Viene appresso il secondo braccio, adornato di bei tremo, e di pitture nella volta, del Milani.

Prima di proseguire la galleria , s’ entra in un’appartamento composto di quattro stanze adornate e quasi tutte di bei paesi d’Orizzonte, di Torreggiani , di Mr. Both, e d’altri. Vi sono anche diverse vedute di Gasparo Vanvitelli, delle borrasche di Manglar, dei bei paesi del Pussino, e del Bassano. Nella prima stanza è degno d’osservazione un’abbozzo del Tiziano, di cui non s’intende il soggetto. Nella seconda vi è un gran quadro, rappresentante un’accademia di musica, del cav. Calabrese; e nella terza, alcuni ritratti del Tiziano. Nell’ultima stanza è da notarsi, in genere di paesi, un quadro del Bassano, rappresentante un ponte, in cui l’acqua è tanto magistralmente dipinta, che sembra vera; ed un’altro di Niccolò Pussino, rappresentante la Fuga ia Egitto, in tempo di grandissiino vento. Tornando nella galleria, nel braccio che segue, vi sono diversi quadri di Claudio Lorenese; un superbo ritratto di Diego Velasquez, rappresentante Papa Pamfilj; una Madonna che riguarda il Bambino, di Guido; due quadretti del Parmigianino; un Satiro che insegna a suonar la zampogna ad un giovanetto, che accarezza, d’Agostino Caracci; ed un’abbozzo, del Coreggio, nel quale viene rappresentata la Gloria, che corona la Virtù. E’ dari levarsi da questo quadro, che il Coreggio negli abbozzi adoperava un solo colore , che viene a formare una specie di chiaro oscuro. Evvi inoltre un quadro d’Alberto Duro, rappresentante Avari, che contano moneta. Nell’ultimo braccio sono .considerabili due stupendi paesi del Domenichino; una Casta Susanna, d’Annibal Caracci; una Madalena, dello stesso: un Sansone, del Guercino; il Sagrifizio d’Abramo, di Tiziano; un quadretto Fiammingo, d’una stupenda tinta; un quadro rappresentante un gran pranzo campestre, del Teniers, col proprio ritratto sedente nel principio della tavola; una copia delle Nozze Aldobrandine fatta da Niccolò Pussino; alcuni ritratti di Tiziano, e uno di Leonardo da Vinci , rappresentante la Regina Giovanna ; ed una Madalena, del Caravaggio.

Finalmente per una porta, ch’è alla meta di questo braccio di galleria, si passa in alcune stanze, tre delle quali sono or nate di quadri, la maggior parte di paesi del Pussino, di Manglar , di Mr. Both, di Mr. Rosa, di Salvator Rosa, del Tempesta, del Torreggiani, e del Brilli . Fra’ quadri di figure, che sono nella quarta stanza, si distingue una mezza figura di Didone piangente per la partenza d’Enea, di Benvenuto Garofalo ; ed un S. Girolamo del Parmigianino . In questo palazzo vi è an cora una copiosa Biblioteca.


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