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Palazzo del Quirinale

da Guida metodica di Roma e suoi contorni – Giuseppe Melchiorri – 1834

Fu Paolo III che nel 1540 cominciò ad abitare la cima del quirinale, massimamente ne’ mesi estivi, onde godere dell’aria più fresca delle colline ed a quest’effetto si servì d’un antico monastero di benedettini che quivi era. Essendo però angusto quel locale, Gregorio XIII pensò ad ingrandirlo e perciò ottenuto dal card. d’Este il suo palazzo e giardino, diede mano all’attual palazzo, che fu cominciato con disegno di Flaminio Ponzio ed Ottaviano Mascherini, il quale fece la scala a chiocciola in fondo alla corte a somiglianza di quella di Bramante, col portico la galleria e l’appartamento sopra l’orologio. sisto V e Clemente VIII continuarono ad aumentarlo con la direzione di Dom. Fontana. Paolo V vi aggiunse l’appartamento nobile e la cappella detta Paolina dal di lui nome, seguendo i disegni di Carlo Maderno: Urbano VIII ne formò un isola cingendo di mura il giardino e finalmente Alessandro VII fece cominciare con disegno del Brnini la grand’ala, che fiancheggia la strada di porta Pia, per commodo dei famigliari del Papa, la quale continuata poi da Innocenzo XII, e da Clemente XI, sotto la direzione del cav. Fuga, misura ora più di 300 passi di lunghezza. Questa sovrana abitazione può considerarsi un aggregato di palazzi, giacchè ponendosi sulla gran piazza decorata dai colossi e fontana, oltre il palazzo pontificio a fronte, scorgesi a destra quello della Consulta, a sinistra quelli annessi della panetteria e dateria e dietro sono le scuderie pontificie. Passiamo a descrivere tutto partitamente.

Ingresso. – è questo di disegno del Bernini, due colonne di marmo reggono una loggia, con avanti le statue de’ SS. Pietro e Paolo apostoli la prima lavoro di Stefano Maderno, l’altra di Guglielmo Bertolot; quella di M.V. sopra il gran balcone è di Pompeo Ferrucci. – Da questa loggia suole talvolta il Papa dare la benedizione al popolo ed essendo ora stabilito qui il Conclave per l’elezione dei papi, da questa loggia suol pubblicarsi subito dopo l’elezione, come è avvenuto degli ultimi due pontefici e del regnante, Gregorio XVI, che vi fu pubblicato il di 2 febbraio 1831.

Cortile. – La lunghezza di questa corte è di 150 passi ed è larga 75, (piedi 3030 e 163) tutta contornata di portici aperti da tra bande ed ha in fondo un portico più alto, il quale dà accesso agli appartamenti del card. segretario di stato ed a quelli del card. segretario dei memoriali, non che alla scale a chiocciola che conduce all’appartamento dei principi. Sopra questo portico si apre un loggiato e sopra si alza un corpo di fabbrica, la di cui cima è guardnita da un orologio, sotto il quale vi è una grande immagine di M. V. lavoro in musaico di Gius. Conti sopra l’originale di Carlo Maratta. – Salendo la gran scala a doppie ale, al primo ripiano vedesi incassata nel muro la famosa pittura a fresco di Melozzo da Forlì, la quale era già sull’alto della volta nella tribuna della vecchia chiesa de’ SS. XII apostoli. Essa rappresenta l’ascensione di N. S. e fu lodata dagli antichi, come che segnò il primo metodo di far scortare in alto le figure. Melozzo la dipinse nel 1472 per ordine del card. Pietro Riario, nipote di Sisto IV e nel 1711 allorchè la chiesa fu rinnovata, venne qui trasferita, ed ha sofferto molti ritocchi. – Dividesi quindi las cala; ed una volta l’ala sinistra conduceva alle stanze abitate dal Papa, ora però si sale a destra e si trova in fine della scala la

Sala regia – questo magnifico salone, ha il pavimento di marmi ed il volto intagliato e posto ad oro. – Il gran fregio superiore fu colorito dal Lanfranco e da Carlo Saraceni detto il Veneziano. Il primo colorì la parte verso la cappella e quella incontro, l’altro le due maggiori pareti. – In fondo a destra si mostra l’ingresso della cappella, sopra del quale la gran scoltura rappresentante N. S. che lava i piedi agli apostoli è lavoro di Taddeo Landini Fiorentino, sopra l’angiolo a destra è del Bertolot, quello a sinistra di Pietro Bernini. – In questa sala si tiene talvolta il concistoro pubblico.

Cappella Paolina. – Così detta da Paolo V. Essa è ampia; il suo pavimento è di marmo e la volta adorna di stucchi dorati. Tanto questa, che la sala avanti sono di architettura di Carlo Maderno. Le pareti furono fatte dipingere a chiaroscuri da Pio VII e vi furono ripetuti fedelmente li 12 apostoli già coloriti sopra i cartoni di Raffaello alla chiesa de SS. Vincenzo ed Anastasio alle 3 fontane. – Vi fece fare ancora il pronao, che divide il santuario dal resto della cappella adorno di 8 belle colonne di porta santa, che reggolo un intavolamento di marmo, con sopra altrettanti candelabri. – In questa cappella si celebrano le sacre ceremonie allorchè il Papa abita in questo palazzo, e vi furono tenuti i scrutini per l’elezione degli ultimi tre pontefici.

Appartamento pontificio. – A destra della cappella si entra nelle stanze abitate ora dal Papa. Le prime 5 sono semplicemente ornate le volte hanno pitture e fregi di vari autori e gra gli altri di Pasquale Cati da Iesi. – Nella 3 evvi una Natività d’autore ignoto e nella 4 la cena degli apostoli è uno dei bei lavori del Lanfranco.

Sala del Concistoro segreto. – Questa e le altre due sale successive formavano una volta, una sola galleria. Nel tempo dell’amministrazione francese fu variata la forma di questo appartamento e divisa la galleria in 5 sale, vi furono aggiunti i stipiti delle porte di granito, le porte di legno americano, le pareti ed i soffitti furono dipinti a chiaroscuro, con dorature lasciando però gli antichi freschi ed aggiungendovene dei nuovi e vi furono collocati i camini di marmi nobilissimi. Cominciando da questa, le pareti sono ornate di arazzi di Francia lavoro dei tempi di Luigi XIV. – La parete in fondo ha un fresco di Pier Fran. Mola di Lugano rappresentante Giuseppe ebreo riconosciuto dai fratelli. Nel 1 ovato il alto a destra il roveto di Mosè è di Gio. Fran. Bolognese; il quadro col passaggio del mar rosso di Gio. Miele e l’altro ovato con gli esploratori della terra promessa è del suddetto Gio Fran. – Dalla’ltro Isacco e l’angiolo è del medesimo, come pure è suo l’altro ovato con Giuseppe ebreo venduto dai fratelli, ed il quadro di mezzo con l’incontro di Giacobbe ed Esau è di Fabrizio Chiari. – Questa e le altre due sale sono decorate da alcuni superbi vasi di porcellana della Cina a colore, di straordinaria grandezza, collocativi da Benedetto XIV.

Sala delle udienze. – Questa sala è decorata ancora con maggior lusso. Alle pareti sono alcuni arazzi dei più belli della fabbrica reale dei Goblins di Parigi, che già ornarono il palazzo delle Tuilleries e ragalati da Napoleone a Pio VII. Le storie di Susanna e Di Ester sono di bella maniera. – Nella parete destra fra i freschi, Giosue, che arresta il sole è di Gugl. Cortesi detto il Borgognone: il quadro di mezzo con Gedeone, che dal vello raccoglie la rugiada è bel lavoro di Salvator Rosa; il combattimento di Achille ed Ettore pel corpo di Patroclo è pittura moderna in tela di mr. Madras Spagnuolo. – Nella parete a rincontro l’arca di Noè e di Paolo Scor, il sacrifizio di Abramo nel mezzo è del Canini Gio. Ang. L due minori pareti hanno due pitture moderne. Orazio al ponte è bel lavoro di Filippo Agricola ed incontro il Romolo trionfatore di Acrone fu dipinto da Mr. Ingres.

Salaa delle congregazioni. – Questa è ornata con maggior magnificenza delle altre, poichè in questa suol dare udienza il Papa nell’estate e vi si tengono le congregazioni solite a ragunarsi avanti di esso,. – Fra le pitture antiche sono rimaste a destra: il giudizio di Salomone di Carlo Cesi, la storia di Ciro e l’annunziazione di M. V. di Ciro Ferri: a sinistra poi la creazione dell’uomo nel 1. ovato ed il sacrifizio d’Abele nell’altro sono di Egidio Scor ed il discacciamento di Adamo ed Eva dal paradiso terrestre è di Gio. Ang. Canini. Nella parete in fondo dove è il trono eravi già dipinta una natività di N. S. di Carlo Maratta. Ora in alto vi è rappresentato Traiano che riceve da Apollodoro il disegno della famosa basilica Ulpia e degli altri edifici del foro Traiano.

Da questa parte si passa alle stanze private del Papa ed a dritta si entra in una piccola galleria fatta dipingere da Urbano VIII con le vedute delle fabbriche da lui innanzate. Tornando indietro alla sala regia di là si può avere accesso all’

Appartamento dei principi. – Diamo questo nome alle stanze, che formano l’ala opposta a quella, che abbiamo trascorsa, poichè in questo vennero talvolta alloggiati alcuni principi stranieri. Esse sono elegantemente addobbate e decorate con preziosi arredi. – In una delle prime anticamere è raccolto un buon numero di ottimi quadri di autore. Fra questi rimarcansi come capolavori la resurrezione di N. S. di Wandyck, la vergine col bambino di Guido, Saulle e David del Guercino, la disputa di N. S. del Caravaggio, due quadri del Bassano, ed altri molti, – Da questa sala si ha ingresso nella vaga cappella a croce greca, dove il quadro dell’altare l’Annunciata è bel lavoro di Guido Reni e le altre pitture sono dell’Albano, rappresentanti la vita di M. V. – Internandosi quindi nell’appartamento, nella sala di ricevimento sono sopra tre specchi altrettanti combattimenti di bestie feroci dipinti dal Peter pittore boemo, mancato ai viventi negli ultimi anni e che era valente in simil genere. – Il fregio rappresentante in bassorilievo il trionfo di Traiano convertito quindi in Costantino, è un bel lavoro plastico dello scultore Finelli. – Passando nelle altre stanze altro simile fregio si ammira lavoro del Thorwaldsen, dove effigiò l’ingresso di Alessandro il Macedone in Babilonia. Nelle volte sono collocate alcune bell dipinture, fra le quali si ammira la storia di Traiano di Pelagio Palagi, ed il Cesare che detta i commentari in quattro lingue di Antonio Corsi. – In altra sala poi si ammirano i due famosi quadri rappresentanti gli apostoli Pietro e Paolo dipinti sopra tavola da frate Bartolomeo da S. Marco Domenicano, ed esistiti già nella vicina chiesa di S. Silvestro, il primo de’ quali cioè il S. Pietro fu terminato da Raffaello. Vi si ammira ancora una vergine di Guido ed un S. Giorgio a cavallo del Giorgione. – Scendendo ora nella corte si passa a visitare il

Giardino Pontificio. – Il suo circuito è di circa un miglio ed è ricco di viali, passeggi coperti, boschetti, fontane prospettive, giuochi d’acqua e di tutto ciò, che lo può rendere vago ed ameno. Le fontane furono eseguite con disegno di Carlo Maderno. – Nel centro evvi un coffè-house fatto fare da Benedetto XIV con disegno del cav. Fuga. Esso consiste in una galleria e due stanze dove il Papa suol dare talvolta udienza alle nobili dame.

In quella a destra Francesco Wan-blumen Frammingo detto l’Orizzonte dipinse due grandi per le pareti e Pompeo Battoni colorì la volta e gli ovati negli angoli. – In quella a sinistra la volta e gli ovati furono dipinti da Agostino Masucci ed i due quadri con prospettive sono lavori di Gio. Paolo Pannini. – Nell’escire dal giardino trovasi il lungo cortile detto della guardia Svizzera in fondo al quale evvi il piccolo palazzo detto del segretario della Cifra, fatto eriggere da Clemente XII con disegno del suddetto cav. Fuga. Tornando alla piazza del Quirinale è degno di ossevazione il Palazzo della Consulta.


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