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Arco di Tito

da Guida metodica di Roma e suoi contorni – Giuseppe Melchiorri – 1834

In capo alla via Sacra trovasi ancora in oggi esistente questo pregevolissimo monumento per la storia e per l’arte. Il trionfo della guerra Giudaica ne fu cagione che il Senato lo innalzasse in onore dell’Imperatore Tito Vespasiano Augusto, ma dall’ iscrizione che vi si legge al disopra dalla parte del Colosseo si conosce che ebbe compimento dopo la di lui morte, poichè gli vien dato il titolo di Divo.

Esso è di quelli ad un sol fornice ed è il secondo eretto in tal forma in Roma dopo quello di Druso. Esso è tutto di marmo bianco, per la bellezza delle proporzioni e degl’intagli viene reputato per un modello di eleganza. Nel pontificato di Pio VII l’architelto Cav. Giuseppe Valadier fu incaricato del suo restauro, che fu fatto in travertino, ed allora venne bene isolato da ogni banda. Le colonne che adornano le due faccie dell’arco sono d’ordine composito, nell’interno dell’arco sono sculture assai commendevoli, che il tempo e la barbarie hanno in gran parte guaste. In uno dei bassorilievi laterali si rappresenta la pompa trionfale con Tito nel carro guidato dalla figura di Roma, e tirato da quattro cavalli, e la vittoria che lo corona. Incontro siegue il corteggio con buon numero di prigioni ebrei , ed i soldati portanti gli oggetti tolti al tempio di Gerusalemme. Vedesi la mensa aurea detta la tavola dei pani di proposizione, le trombe d’ argento, colle quali i sacerdoti indicevano il giubileo e le sacre ceremonie, i vasi sacri, ed il famoso candelabro d’oro a sette rami, il quale dette motivo che ne’ secoli di mezzo quesťarco venisse chiamato arcus septem lucernarum.

La volta è adorna di vaghi rosoni diligentemente intagliati, e nel mezzo è l’immagine di Tito portato in cielo da un aquila, scoltura atta a simboleggiare apoteosi imperiale. Nel fregio esterno è effigiata un altra parte della suddetta pompa, e vi si vede recato in trionfo. Secondo il costume, il simulacro del fiume Giordano, ad indicare che la Giudea era vinta e conquistata. L’iscrizione antica che è dalla parte del Colosseo è la seguente semplicissima: SENATVS. POPVLVSQVE. ROMANVS. DIVO. TITO. DIVI. VESPASIANI. F. VESPASIANO. AVGVSTO.

Dall’altro lato vuolsi dagli scrittori che vi fosse la seguente: S. P. Q. R. Imp . Tito . Caes . Divi . Vespasiani . Filio . Vespasiano. Aug. Pont. Max. Tr. Pot . X. Imp. XVII. P.P. Principi . Suo. Qui. Praeceptis. Patriae. Consiliisque. Et. Auspiciis. Gentem. Iudeorum. Domuit. et. Urbem. Hierosolimam. Omnibus. Ante. Se. Ducibus. Regibus. Gentibus. Aut. Frustra. Petitam. Aut. Intentatam. Delevit. Quale epigrafe se fosse veramente esistita, prove. rebbe che in origine l’arco fu cominciato vivente Tito, e quindi venne compito e dedicato dopo la sua morte. L’iscrizione che ora si legge in questo lato indica il restauro sopradetto.


da Itinerario istruttivo di Roma antica e moderna – Mariano Vasi – 1816

Dal Senato, o Popolo Romano fu eretto quest’Arco in onore di Tito, figlio di Vespasiano Imperatore, per memoria d’aver conquistato Gerusalemme. Esso è tutto composto di marmo bianco; e quantunque sia meno magnifico degli altri Archi Trionfali, ed abbia una sola arcata, contuttociò per l’eccellenza dell’architettura, e delle sculture, è il più bel monumento, che ci sia rimasto in questo genere. Esso era adornato da ambo le parti, di quattro colonne scalanate d’ordine composto, quattro delle quali essendosi rovinate, non ne sono rimaste che due per parte.

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