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Arco di Gallieno

da Guida metodica di Roma e suoi contorni – Giuseppe Melchiorri – 1834

Circa l’ A. 260 di Cristo un tal Marco Aurelio Vittore di cui la storia non parla, eresse un arco in onore di Gallieno Imp. e di sua moglie Salonina. Esso esiste tuttora presso la chiesa de’ SS. Vito e Modesto sull’Esquilino, ed è ad un solo fornice tutto costruito di travertini, ed ha molta solidità. È decorato di semplici pilastri corintii, e la seguente iscrizione che si legge sull’architrave ne spiega la dedica : GALLIENO. CLEMENTISSIMO. PRINCIPI. CVIVS. INVICTA . VIRTVS. SOLA. PIETATE. SVPERATA. EST. ET. SALONINAE. SANCTISSIMAE. AVG. M. AVRELIVS. VICTOR. DEDICATISSIMVS. NVMINI. MAIESTATIQVE. EORVM.

Nel centro dell’arco si scorge una catena di ferro alla quale una volta pendevano le chiavi della porta di Viterbo della Salsicchia. Il Senato Romano ve le fece porre a memoria e trofeo della vittoria riportata contro quella città allorchè si ribello nel 1225 alla sua autorità, e fu di nuovo soggiogata.

Vi è opinione fra alcuni scrittori che quelle chiavi fossero dell’antico Tuscolo città anteriore all’odierna Frascati, in memoria della vittoria riportata contro di essa città dal Senato Romano sotto Onorio V, nel 1191; la prima opinione però è la più ricevuta.



da Itinerario istruttivo di Roma antica e moderna – Mariano Vasi – 1816

Secondo l’iscrizione che vi si legge, esso fu eretto , e dedicato all’Imperator Gallieno, ed a Salonina sua moglie, da Marco Aurelio Vittore, circa l’anno 260 dell’era Cristiana. Quest’Arco era anticamente a tre arcate, decorato di sei pilastri, e d’un ordine Attico, che terminava con un frontone; il tutto di grossi pezzi di travertino, e di mediocre architettura. Di questo antico monumento in oggi non ci restano, che due pilastri d’ordine Corintio, ed il cornicione. A quel pezzo di catena, che vedesi pendente nel mezzo di quest’Arco, erano appese le chiavi dell’antico Tuscolo, in memoria della vittoria che contro di essa città ottennero i Romani, sotto Onorio V nel 1191.

Ritornando indietro pochi passi , prima d’entrare nella gran piazza della Basilica di S. Maria Maggiore, vedesi una specie di colonna di granito, nella cui cima è la figura del Crocifisso, e quella della Madonna. Questo è un monumento eretto da Clemente VIII, in memoria dell’assoluzione data ad Enrico IV, Re di Francia.

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